Aggiornamenti dal servizio Fiscale Imprese

Sono disponibili  gli aggiornamenti del servizio Fiscale Imprese di Cia Romagna. In particolare riguardano: Prescrizione quinquennale del credito previdenziale di cartelle di pagamento; Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi: Legge di Bilancio 2020; Regime forfettario e le nuove limitazioni: Legge di Bilancio 2020; Fattura riepilogativa per le prestazioni di servizi; Corrispettivi: segnalazione di trasmissione errata.

Fiscale Imprese notiziario-3 (pdf)

Fisco: novità per il comparto agricolo e scadenziario di gennaio

Mettiamo a disposizione degli associati due utili documenti elaborati da Cia Romagna Servizi – Fiscale Imprese.

Si tratta dei principali interventi in materia fiscale che interessano anche il comparto agricolo, contenuti nei tre interventi di fine 2019 (Collegato alla Finanziaria, Finanziaria 2020 e Decreto Milleproroghe 2020):

Manovre fine 2019 materia fiscale

e dello scadenziario fiscale di gennaio 2020:

Scadenziario gennaio 2020

 

La detrazione Iva sulle fatture ricevute a fine anno

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno si ritiene utile ricordare le “regole” base per effettuare correttamente il monitoraggio con riferimento all’arrivo delle fatture di acquisto, per individuare il momento a partire dal quale è possibile detrarre l’Iva a credito

Il diritto alla detrazione dell’Iva sulle fatture relative all’acquisto o all’importazione di beni/servizi sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto rispettando le medesime condizioni esistenti al momento dell’insorgenza del diritto stesso. 

Il momento a partire dal quale è consentito detrarre l’Iva sugli acquisti è determinato dall’esigibilità dell’imposta che risulta conseguente al momento di effettuazione dell’operazione (art. 6 D.P.R. 633/72) e precisamente: 

  • cessione di beni a consegna o spedizione dei beni
  • prestazione di servizi à pagamento o emissione della fattura 

Il contribuente, al fine della detrazione, deve annotare sull’apposito registro le fatture di acquisto (o bollette doganali) anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Riepilogando 

Il diritto alla detrazione dell’IVA a credito: 

  1. sorge nel momento in cui l’IVA diviene esigibile e dunque alla data di effettuazione dell’operazione;
  2. è subordinato al possesso (ricevimento) e alla registrazione della fattura nel registro degli acquisti;
  3. può essere esercitato già a partire dal mese di effettuazione dell’operazione a condizione che la fattura sia registrata entro il 15 del mese successivo. La possibilità di “retrodatare” la detrazione al momento di effettuazione dell’operazione non è consentita a cavallo dell’anno e dunque non è possibile la detrazione IVA nel mese di dicembre di una fattura datata dicembre e ricevuta a gennaio, ancorché annotata entro il 15 gennaio;
  4. può essere esercitato entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA annuale relativa all’anno in cui è ricevuta la fattura.

Si ricorda che la detrazione relativa alle fatture ricevute nell’anno precedente prevede la registrazione su apposito sezionale del registro degli acquisti

Quanto appena esposto assume validità sia per le fatture immediate che per le fatture differite ricevute.

Per le fatture differite segnaliamo che le stesse possono riportare, quale data fattura, una data compresa tra il 1° ed il 15° giorno del mese successivo.

Ai fini della detrazione dell’Iva a “fine anno viene chiesto ai contribuenti l’analisi delle fatture sulla base della data del documento e della data di ricevimento.

Riepiloghiamo la casistica che potrebbe verificarsi indicando il periodo corretto di detrazione dell’Iva: 

NOTA BENE: Data di Ricevimento = DATA SDI 

  • fatture ricevute e registrate nel mese di dicembre, che rientrano nella liquidazione Iva di dicembre 2019,

  • fatture ricevute nel mese di gennaio 2020 (datate dicembre 2019) che saranno registrate nel mese di gennaio 2020 e confluiranno nella liquidazione Iva del mese di gennaio 2020,

  • fatture ricevute nel mese di dicembre 2019 non registrate a dicembre 2019: per tali fatture è possibile detrarre l’Iva nella dichiarazione annuale Iva relativa all’anno 2019, da presentare entro il 30 aprile 2020,

  • fatture ricevute nel mese di dicembre 2019 e registrate dopo il 30 aprile 2020: tali operazioni richiedono la presentazione della dichiarazione annuale Iva integrativa.

Il cessionario / committente potrebbe non aver ricevuto una fattura relativa ad un acquisto effettuato.

La prima verifica da effettuare, è capire se la fattura sia stata emessa dal fornitore e semplicemente poi non sia stata recapitata “regolarmente” ma messa a disposizione del cessionario / committente nella sua area riservata nel sito AdE sezione “Fatture e Corrispettivi”.

In questi casi, il cedente viene “avvertito” della “mancata consegna” da parte del SDI ed è obbligato a comunicare al cessionario (con canali diversi da SDI) che la fattura è a sua disposizione nella predetta area riservata

Al fine della verifica della data di ricezione della fattura (al fine della detrazione Iva) da parte del cessionario, per lo stesso assume valore la data di presa visione del documento fattura sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

“Cos’è l’Alzheimer e com’è vivere con la demenza” – Convegno Anp il 18 dicembre

Anp-Cia Romagna, in collaborazione con Assistenza Prevenzione Ricerca Alzheimer, organizza il convegno sul tema “Cos’è l’Alzheimer e com’è vivere con la demenza: conoscere per diventare persone più consapevoli e inclusive”. L’inizaitiva si svolge Nella Sala di Cia Romagna a Cesena (Via Rasi Spinelli 160), mercoledì 18 dicembre 2019 alle ore 9.3. Per il programma in pdf clicca qui

 

Sintesi bando per diversificazione dei redditi: agriturismo e fattorie didattiche

Risorse disponibile € 7.144.216,00 in tutto il territorio regionale. Presentazione domande entro il 30 aprile 2020.

Beneficiari

Possono beneficiare degli aiuti di cui al presente Avviso gli imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile, singoli o associati.

Le imprese agricole, inoltre, devono:

– avere quale attività o oggetto sociale l’esercizio dell’attività agricola di cui all’art. 2135 del c.c.;

– essere iscritte ai registri della C.C.I.A.A. nella sezione imprese agricole;

– risultare iscritte all’Anagrafe regionale delle Aziende Agricole con fascicolo digitale formalmente completo e validato, conformemente ai contenuti dell’allegato “A” alla determinazione n. 19019 del 28/11/2016, così come integrata con determinazione n. 3219 del 3 marzo 2017;

– avere, in caso di società, durata del contratto societario almeno pari a quella del periodo di vincolo di destinazione delle opere;

– rientrare, per dimensioni, nella definizione di micro e piccola impresa secondo quanto stabilito dal Reg. (UE) n. 702/2014. Gli imprenditori agricoli devono essere inoltre iscritti negli elenchi di cui all’art. 30 della L.R. n. 4/2009 “Disciplina dell’agriturismo e della multifunzionalità delle aziende agricole”.

Tutti i sopraindicati requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda

Tipologie ed Interventi ammissibili per AGRITURISMO:

Sono ammesse al sostegno le seguenti tipologie di intervento:

1) investimenti per l’adeguamento delle aziende agricole al fine di realizzare o ampliare attività agrituristiche a cui possono accedere coloro che sono iscritti all’elenco di cui all’art. 30 della L.R. n. 4/2009 sezione “operatori agrituristici” Spese ammissibili Per tali interventi sono ammesse le seguenti spese:

– interventi di recupero, ristrutturazione e ampliamento dei fabbricati esistenti in azienda;

– realizzazione di piazzole per campeggio e relative infrastrutture di servizio comprese quelle elettriche, idriche e sanitarie, nonché ogni impiantistica necessaria;

– interventi di recupero, ristrutturazione, ampliamento ed allestimento di strutture fisse per attività ricreative, sportive, culturali, sociali, didattiche e per il tempo libero (comprese piscine e percorsi vita);

– nuove costruzioni a sé stanti da destinare esclusivamente a servizi accessori per l’attività agrituristica, così come definiti nei criteri di attuazione della L.R. n. 4/2009, nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dall’art. 11 della L.R. n. 4/2009;

– interventi di recupero, ristrutturazione e ampliamento di locali da destinare a laboratori o sale pluriuso per attività agrituristiche purché all’interno di essi non siano previste lavorazioni agricole o trasformazioni che abbiano come prodotto finale un prodotto agricolo di cui dell’Allegato 1 al Trattato sul funzionamento dell’UE

-sistemazioni esterne a servizio di fabbricati agrituristici (con esclusione di qualsiasi impianto produttivo agricolo o di forestazione);

– allestimento di camere, sala ristorazione, cucina e locali accessori utilizzati per l’attività agrituristica (per allestimento si intende acquisto di mobili, dotazioni e attrezzature fisse ed inventariabili, comprese quelle per  la preparazione, lavorazione e conservazione dei cibi);

– recupero di locali in fabbricati esistenti e acquisti di attrezzature da destinare esclusivamente a camere e relativi bagni per Ospitalità Rurale Familiare come definita all’art. 16 della L.R. n. 4/2009  nel limite massimo di 15.000 Euro per ogni stanza con bagno ristrutturata a tale scopo;

– spese generali e tecniche nella misura massima del 10% della spesa ammissibile sopraindicata; – acquisto di attrezzature informatiche e relativo software per la gestione dell’attività oggetto di sostegno. Il software può essere di base o specifico agrituristico con esclusione dei siti web e quello destinato per la promozione Europea da immettere sul mercato.

Tipologie ed Interventi ammissibili per FATTORIA DIDATTICA:

Per tali interventi sono ammesse le seguenti spese:

– ristrutturazione e allestimento dei locali e degli spazi esterni specificatamente dedicati all’attività di fattoria didattica; i progetti saranno finanziati nel limite massimo  di due locali coperti e di un bagno ad uso esclusivo degli utenti;

– acquisto di attrezzature e macchinari per l’attività didattica (solo beni inventariabili); – spese generali e tecniche nella misura massima del 10% della spesa ammissibile sopraindicata;

– acquisto di attrezzature informatiche e relativo software per la gestione dell’attività oggetto di sostegno. Il software può essere di base o specifico per le fattorie didattiche con esclusione dei siti web e quello destinato per la promozione.

Aiuto e massimali degli aiuti

Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, sarà pari:

– al 50 % della spesa ammissibile per gli interventi posti nella Zona D ”Aree rurali con problemi di sviluppo”,

– al 45% della spesa ammissibile per gli interventi posti nella zona C “Aree rurali intermedie”,

– al 40% della spesa ammissibile per gli interventi nelle restanti zone del territorio regionale: zona B “Aree ad agricoltura intensiva e specializzata” e zona A “Aree urbane e periurbane”,

L’aiuto/contributo non può superare i 200.000 Euro nell’arco di tre esercizi finanziari (art. 3 del sopracitato Reg. (UE) n. 1407/2013).

Presentazione domande

Entro il 30 aprile 2020.

Vincoli destinazione d’uso

Dotazioni ed attrezzature 5 anni; immobili 10 anni.

Agnese Ceroni – Responsabile Agriturismi, vendita diretta ed igiene alimenti Cia Romagna 

 

La prova delle cessioni intracomunitarie e le novità dal 2020

 

 

Nell’ambito delle operazioni intracomunitarie, l’articolo 41, comma 1, D.L. 331/1993 dispone che le cessioni intracomunitarie sono operazioni non imponibili Iva.

Per poter applicare l’agevolazione che vede la non applicabilità dell’IVA alle operazioni intracomunitarie è necessario che:

  • entrambi i soggetti coinvolti nell’operazione siano soggetti passivi Iva (devono cioè avere una partita IVA);
  • l’operazione sia onerosa (quindi non gratuita come gli omaggi) e comporti il trasferimento della proprietà dei beni oggetto della stessa;
  • vi sia l’effettivo trasferimento fisico della merce dal territorio dello Stato al territorio di un altro Paese UE.

Proprio la prova dell’effettivo trasferimento fisico di un bene da un paese all’altro e la mancanza di esplicite previsioni in merito che consentissero di dimostrare l’effettivo trasferimento ha fatto si, in questi anni, che gli organi di controllo sanzionassero, con la non applicabilità dell’agevolazione, tutte quelle situazioni dove tale prova non era data.

Tale problema ovviamente non si pone per le operazioni di esportazione a soggetti extra-Ue che, dovendo effettuare le operazioni doganali, danno maggiore certezza circa l’effettiva uscita dei beni dal territorio italiano (a seguito ovviamente di “chiusura delle operazioni doganali”).

In tale contesto, il nuovo Regolamento di esecuzione UE 2018/1912, che si applicherà a decorrere dal 01.01.2020 in tutti gli Stati membri, ha introdotto nel Regolamento UE 282/2011 l’articolo 45-bis, riguardante proprio il regime di esenzione connesso alle operazioni intracomunitarie prevedendo quali debbano essere le prove per dimostrare che i beni siano trasferiti dalla Stato Italiano ad un altro Stato appartenente alla Comunità.

Diverse sono le prove a seconda che il trasporto venga effettuato:

  • direttamente dal cedente o da un terzo per suo conto oppure
  • dal caso in cui il trasporto sia eseguito dall’acquirente (o da un terzo per suo conto).

In primo luogo, dalla lettura dell’art. 45 anzidetto i possono distinguere due distinti gruppi di prove, accettati come elementi di prova della spedizione o del trasporto.

Elementi di prova di cui alla lett. a)Elementi di prova di cui alla lett. b)
1)    documento o una lettera CMR riportante la firma (si ritiene che si faccia riferimento alla firma del trasportatore che ha preso in carico la merce);1)    polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento della spedizione o del trasporto dei beni;
2)    polizza di carico;2)    documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio un notaio, che confermano l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;
3)    fattura di trasporto aereo;3)    ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale stato membro.
4)    fattura emessa dallo spedizioniere

Come anticipato, l’articolo 43 bis del Regolamento prevede che debbano essere fornite prove diverse a seconda di chi effettua il trasporto, ovvero a seconda che:

  • i beni vengano spediti o trasportati da venditore o da un terzo per suo conto;
  • i beni vengano spediti o trasportati dall’acquirente o da un terzo per suo conto.

In particolare, nel caso in cui i beni siano stati trasportati dal venditore o da un terzo per suo conto, al fine di provare l’effettivo trasferimento fisico della merce il cedente deve essere in possesso:

  • di almeno due elementi di prova di cui al gruppo a) rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra (esempio fattura dello spedizioniere e CMR), oppure, in alternativa;
  • di una qualsiasi degli elementi di prova di cui al gruppo a) in combinazione di uno qualsiasi dei singoli elementi di prova di cui al gruppo b) che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra (ad esempio fattura dello spedizioniere e documenti bancari attestanti il pagamento dello spedizioniere).

Nel caso in cui i beni siano stati trasportati o spediti dall’acquirente o da un terzo per suo conto è necessario prima di tutto che venga rilasciata dal cessionario una dichiarazione con la quale il cliente certifichi che la merce è giunta nel Paese di destinazione.

Tale dichiarazione deve riportare:

  • la data di rilascio;
  • il nome e l’indirizzo dell’acquirente;
  • la quantità e la natura dei beni;
  • la data e il luogo di arrivo;
  • l’identificazione della persona che accetta i beni per conto dell’acquirente.

Tale dichiarazione, che deve essere fornita al venditore entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione, costituisce un elemento di prova necessario ma non ancora sufficiente, in quanto il venditore dovrà essere il possesso, oltre alla descritta dichiarazione, anche:

  • di almeno due degli elementi di prova di cui al gruppo a), rilasciata da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra oppure;
  • di uno qualsiasi dei singoli elementi di cui al gruppo a) in combinazione con uno qualsiasi dei singoli elementi di prova di cui al gruppo b) che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due parti indipendenti l’una dall’altra.

Se gli operatori non riescono a fornire i documenti richiesti, le presunzioni relative individuate dal regolamento non operano. L’onere di provare che i beni sono stati trasferiti allo Stato d’arrivo torna a gravare interamente sul cedente che voglia beneficiare del regime di non imponibilità delle vendite.

Si segnala inoltre che, sempre dal 1/1/2020, la direttiva UE n. 2018/1910 del 4 dicembre 2018 prevede che l’inserimento del numero d’identificazione attribuito al cessionario, destinatario dei beni oggetto di una vendita intracomunitaria, divenga una condizione sostanziale ai fini dell’applicazione del regime di non imponibilità, anziché un mero requisito formale.

Il diritto all’applicazione del regime di non imponibilità è inoltre subordinato, come prevede il nuovo par.  1-bis dell’art.  138, alla presentazione di  corretti elenchi  riepilogativi  (modelli Intrastat) delle operazioni intracomunitarie.

Si raccomanda quindi, quando vengono effettuate cessioni intracomunitarie, in primo luogo di verificare se il soggetto cliente è iscritto al VIES. Solo in tale caso si potrà emettere la fattura di vendita in esenzione (termine unionale) di imposta.

 

 

Agevolazioni tributarie a imprenditori agricoli professionali che acquistano un fondo agricolo: chiarimento dell’Agenzia

Sono riconosciute le agevolazioni previste dall’art. 2, comma 4-bis, Legge n. 194/2009, consistenti nell’applicazione delle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’1%, nonché dell’esenzione dall’imposta di bollo, all’imprenditore agricolo a titolo principale (IAP) che acquista come singolo un terreno agricolo e che entro i cinque anni lo affitti alla Società agricola semplice di cui è socio assieme al coniuge, purché continui a coltivarlo direttamente: questo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con Risposta ad Interpello 25 novembre 2019, n. 491.

Come previsto dalla Legge n. 194/2009, le agevolazioni destinate agli imprenditori agricoli decadono se, prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto:

  • il fondo agricolo viene volontariamente alienato o
  • gli imprenditori agricoli smettono di coltivarlo o di condurlo direttamente.

Nel caso di specie un imprenditore agricolo (IAP), socio di una Società agricola semplice, voleva acquistare personalmente un terreno già condotto in affitto e coltivato dalla propria Società, con l’intenzione di mantenere tale affitto.

L’Agenzia, richiamando la Risoluzione 4 luglio 2008, n. 279, ha quindi chiarito che nel caso in cui il fondo acquistato uti singuli dai soci, venga affittato, prima del decorso dei cinque anni, alla Società agricola semplice in cui i medesimi cedenti sono i soci, è possibile applicare (e mantenere) le agevolazioni tributarie previste a patto che gli stessi acquirenti continuino a coltivare direttamente il fondo.

Nuovo regime fitosanitario dal 14 dicembre

Il 14 dicembre entrano in vigore una serie di regolamenti europei che modificano l’attuale sistema di regole in materia di:

  • classificazione degli organismi nocivi
  • circolazione delle piante e dei prodotti vegetali all’interno dell’UE
  • importazione ed esportazione delle merci da e verso paesi terzi.

Vivaisti, importatori, esportatori, commercianti all’ingrosso e tutti coloro che commercializzano e lavorano imballaggi in legno con il marchio ISPM 15 FAO assumono il ruolo di operatori professionali, con una serie di ruoli e responsabilità ed impegnati, insieme al sistema pubblico dei Servizi fitosanitari, nella sorveglianza del territorio e nel garantire produzioni esenti da organismi nocivi pericolosi.

In sintesi le principali novità:

Gli Operatori professionali dovranno registrarsi ad un Registro Ufficiale (RUOP) che è su base nazionale. L’OP si registra c/o il Servizio regionale ove risiede la sede legale dell’azienda. Gli OP sono i primi responsabili di qualità e sanità delle proprie produzioni; devono avere adeguate conoscenze, individuare e presidiare i punti critici dei propri processi produttivi, garantire la tracciabilità (per 3 anni) dei propri materiali ed emettere il passaporto delle piante

Il passaporto dovrà accompagnare tutte le piante soggette ad impianto. Le informazioni sul passaporto sono comuni in tutti gli stati membri. E’ previsto che il passaporto possa essere integrato con i cartellini di certificazione per sementi, vite, fruttiferi (ai sensi delle normative di settore). I passaporti rilasciati prima del 14/12/2019 mantengono la loro validità e potranno accompagnare le merci fino al 14/12/2023 (Reg. 2017/2313). Una componente fondamentale del nuovo passaporto è il codice di tracciabilità; è probabile che molti operatori debbano effettuare adeguamenti organizzativi per garantire la tracciabilità dei propri prodotti.

Cambiano le modalità di controllo agli operatori professionali da parte dei servizi fitosanitari. Il Regolamento 2017/625 introduce i controlli ufficiali da parte dell’autorità competente a garanzia della sanità delle piante (in analogia ai controlli del settore zootecnico). I controlli 2020 dovranno seguire le nuove disposizioni. Essi saranno effettuati in stretta collaborazione con gli OP, dovranno rispettare requisiti di efficacia, efficienza, trasparenza. Il Servizio Fitosanitario predisporrà e presenterà un Piano Regionale dei Controlli.

COME CI STIAMO ATTREZZANDO

  • Aggiornamento degli ispettori fitosanitari
  • Formazione e informazione delle diverse tipologie di operatori attraverso:
  • invio di comunicazioni/circolari
  • incontri con i rappresentanti dei settori (Assosementi, Vivaismo frutticolo e ornamentale, Import)
  • Predisposizione supporti divulgativi
  • Aggiornamento sito web

Ad oggi sono interessati dai primi adeguamenti (passaggio RUP/RUOP, nuovi passaporti) un migliaio di operatori che sono stati tutti contattati tramite informativa scritta (o lo saranno a breve). Particolare attenzione agli esportatori che fino ad oggi non dovevano essere iscritti; è stata predisposta una campagna informativa a loro riservata.

Per la nuova modulistica http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fitosanitario/doc/moduli/moduli

Per gli aggiornamenti https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14530

ALCUNE ALTRE NOVITA’ FISCALI DA LUGLIO 2020

Mancata accettazione di pagamenti con carte di debito e credito: D.L. Fiscale 2020

L’art. 23, D.L. n. 124/2019 introduce una sanzione applicabile alla mancata accettazione di pagamenti elettronici; a decorrere dal prossimo 1° luglio 2020 in tal caso verrà comminata una sanzione pecuniaria di importo pari ad euro 30, aumentata poi del 4% del valore della transazione.

Si ricorda che il comma 4, art. 15, D.L. n. 179/2012 dispone l’obbligo, da parte dei soggetti che esercitano la vendita di prodotti o la prestazione di servizi di accettare pagamenti mediante carta di debito o carta di credito, salvo impossibilità tecnica di adempiere al suddetto obbligo.

 

Credito di imposta su commissioni pagamenti elettronici

Viene introdotto un credito di imposta riconosciuto agli esercenti attività di impresa, arte o professioni, in misura pari al 30% delle commissioni loro addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Il credito spetta per le commissioni su operazioni rese dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000 euro. 

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17, D.Lgs. 241/1997, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa e non concorre alla formazione del reddito.

Gli  operatori  che  mettono  a  disposizione  degli  esercenti  i  sistemi  di pagamento di cui al comma 1 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle  entrate  le  informazioni  necessarie  a  controllare  la  spettanza  del credito  d’imposta.  Con  provvedimento  dell’Agenzia  delle  entrate,  da emanare entro 60 giorni a decorrere dal 27 ottobre 2019, sono definiti termini, modalità e contenuto delle comunicazioni.

L’agevolazione è soggetta alle regole sul de minimis.

Da tale agevolazioni sembra siano escluse le attività agricole che non dichiarano reddito di impresa o di lavoro autonomo.

 

Riduzione del limite di utilizzo del denaro contante: D.L. Fiscale 2020

Con l’art. 18, D.L. n. 124/2019 sono state apportate modifiche agli articoli 49 e 63, D.Lgs. n. 231/2007, riguardanti la limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore. L’introduzione del nuovo comma 3-bis all’art. 49 ha infatti stabilito che il limite di trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra persone fisiche o giuridiche, venga ridotto dall’attuale di euro 3.000 a:

  • euro 2.000 a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021;
  • euro 1.000 a decorrere dal 1° gennaio 2022.

La modifica all’art. 63 ha inoltre apportato una rimodulazione del minimo edittale della sanzione, prevista in caso di utilizzo del contante in misura superiore al limite; in particolare, per le violazioni commesse e contestate:

  • dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, il minimo edittale è pari ad euro 2.000;
  • dal 1° gennaio 2022, il minimo edittale è pari ad euro 1.000.

 

Riapertura rottamazione ruoli Agenzia Entrate Riscossioni

Vengono riaperti i termini per poter fruire della c.d. rottamazione delle cartelle, posticipando l’originaria scadenza di versamento del 31 luglio 2019 al 30 novembre 2019.

La  proroga  riguarda,  in  particolare,  coloro  che  hanno  aderito  alla  definizione  tramite presentazione del mod. DA-2018 / mod. DA-2018-D entro il 30.4.2019 ovvero ammessi automaticamente alla rottamazione-ter.

Lotteria nazionale degli scontrini

Con riferimento alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2020  le persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni/servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Per partecipare all’estrazione è necessario che al momento dell’acquisto:

  1. il contribuente comunichi il proprio “codice lotteria” all’esercente;
  2. l’esercente trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione / prestazione.

Il codice lotteria potrà essere reperito andando sull’apposito sito che sarà creato dall’Agenzia delle Entrate e allo scopo dedicato.

Viene introdotta una sanzione amministrativa da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro per gli esercenti che al momento dell’acquisto si rifiuti di rilevare il codice fiscale del contribuente o non trasmetta i dati relativi alla cessione.

La sanzione è sospesa nel primo semestre di applicazione del regime nel caso  in  cui  l’esercente  assolva  l’obbligo  di  memorizzazione  dei corrispettivi  tramite  misuratori  fiscali  già  in  uso  ma  non  idonei  alla trasmissione telematica.

A tale lotteria si aggiunge la cosiddetta lotteria “CASHLESS” che al  fine  di  incentivare  l’utilizzo  di  strumenti  elettronici  di  pagamento, prevede  ulteriori  premi  speciali  per  un  ammontare  annuo complessivo non superiore a 45 milioni di euro, da attribuire tramite estrazioni aggiuntive a quelle ordinare della lotteria degli scontrini, a quei soggetti che effettuano il pagamento in carte e bancomat.

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
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