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Cia Emilia Romagna ha aderito al Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale

Ha firmato il documento il direttore regionale Manuel Quattrini

Cia Emilia Romagna ha aderito al Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale: con una missiva inviata al presidente della Regione Michele de Pascale, al vicepresidente Vincenzo Colla e alla sottosegretaria Manuela Rontini, Cia Emilia Romagna ha confermato la propria adesione al Patto regionale. Ha firmato il documento il direttore Cia Emilia Romagna Manuel Quattrini.

Sviluppo sostenibile, lavoro e imprese di qualità, riduzione delle disuguaglianze e transizione ecologica. Sono questi gli assi portanti del Patto per il lavoro, per il clima e l’economia sociale della Regione Emilia Romagna, sottoscritto l’8 settembre scorso presso la sede della Regione da 59 realtà tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali e corpi intermedi. Il Patto rappresenta un modello avanzato di concertazione e responsabilità condivisa, che riunisce istituzioni e parti sociali attorno a un progetto comune per il futuro dell’Emilia Romagna. L’obiettivo è accompagnare le trasformazioni economiche, sociali e ambientali mettendo al centro la comunità e ricucendo le distanze tra centri e periferie, pianura e montagna, persone, generi e generazioni.

In questo percorso assume un ruolo strategico il contributo dei corpi intermedi, chiamati a fare da ponte tra istituzioni, imprese, lavoratori, professionisti e comunità. Il loro coinvolgimento nella costruzione del Patto consente di portare ai tavoli decisionali competenze, conoscenza dei territori e dei bisogni reali, contribuendo a trasformare obiettivi condivisi in politiche e azioni concrete. Una funzione essenziale per rafforzare partecipazione, coesione sociale e qualità delle decisioni.

Quattro gli obiettivi del Patto: crescere, investendo sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di governare il cambiamento; stare bene insieme, contrastando le disuguaglianze e garantendo pari opportunità; generare lavoro e sviluppo di qualità, sostenendo innovazione, imprese, professionalità e attrazione dei talenti; essere sostenibili, accelerando la transizione ecologica verso la neutralità carbonica entro il 2050 e puntando a produrre sempre più energia da fonti rinnovabili.
“Per noi l’agricoltura non è ai margini della trasformazione – afferma Quattrini – ma è una delle infrastrutture economiche, sociali e ambientali dell’Emilia-Romagna.
I nostri agricoltori sono custodi del territorio, presidio essenziale contro il dissesto idrogeologico, protagonisti di una transizione che tiene insieme qualità del lavoro, sostenibilità e sviluppo. Il nostro contributo – prosegue – si concentra su 4 fronti: reddito e filiere, più forza contrattuale, filiere corte, valorizzazione delle Dop e le Igp, produzioni biologiche. Senza trascurare la risorsa acqua, quindi la gestione della risorsa idrica, il supporto alle imprese nella ricostruzione post-alluvione. Infine puntiamo sull’agrivoltaico sostenibile, una innovazione accessibile e la digitalizzazione nonché l’agricoltura di precisione anche per le piccole aziende. È fondamentale infine- conclude Quattrini- ridurre drasticamente il consumo di suolo agricolo e sostenere il ricambio generazionale, l’imprenditoria femminile e le aree interne e montane”.

Manuel Quattrini, patto per il lavoro e il clima

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