Credito d’imposta del 20% sul costo del carburante acquistato in marzo 2026
Mirco Conti
Al fine di mitigare gli effetti conseguenti dal perdurare dell’aumento eccezionale del prezzo del gasolio e benzina, derivanti dalle recenti crisi internazionali, con il decreto legge n. 42/2026 è riconosciuto alle imprese agricole un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettuato a marzo 2026, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto, al netto Iva.
Il credito d’imposta in esame è utilizzabile, esclusivamente in compensazione nel modello F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia (Entratel / Fisconline), entro il 31 dicembre 2026.
Inoltre non è tassato ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto.
Le risorse stanziate ammontano a 30 milioni di euro ma per conoscere i criteri e le modalità di concessione del contributo nonché la documentazione richiesta, sarà necessario attendere l’emanazione di un apposito decreto attuativo demandato al Ministero dell’Agricoltura.
La circostanza che il credito sia riconosciuto fino al 20% della spesa, lascia presumere che la percentuale effettiva possa essere rimodulata in funzione delle risorse disponibili e del numero di soggetti interessati. Possiamo ipotizzare che la presenza di un plafond massimo renderà necessaria la presentazione di una “richiesta/prenotazione” di credito di imposta entro una certa data. Seguirà un periodo di tempo entro il quale l’Agenzia delle Entrate calcolerà la effettiva percentuale di credito spettante che verrà resa nota dalla stessa Agenzia con un comunicato. Solo dalla fissazione della percentuale sarà possibile utilizzare il credito.
Restano escluse dalla misura agevolativa le imprese che impiegano altri combustibili (metano o gpl) per il riscaldamento delle serre o degli allevamenti.
Resta da chiarire se il credito possa essere riconosciuto anche alle imprese agromeccaniche, nella misura in cui queste utilizzano i mezzi per lo svolgimento di lavorazioni agricole per conto terzi, contribuendo direttamente al ciclo produttivo agricolo. A tal proposito è auspicabile un chiarimento interpretativo o normativo sulla questione.
Questa agevolazione, rappresenta un primo riconoscimento delle richieste avanzate da Cia, che però necessita di ulteriori estensioni, in particolare per i mesi di aprile e maggio, periodo in cui le attività agricole si intensificano e cresce la domanda di input energetici, alla quale si aggiunge l’aumento dei costi di produzione, con rincari significativi anche per i fertilizzanti, arrivati fino al 60% per urea e azotati.
Cia inoltre auspica che il Governo prosegua con interventi strutturali più ampi, trasformando questo primo sollievo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in difficoltà come quella cerealicola e zootecnica.